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 Il borgo antico.

Il borgo antico. E’ definito dagli ostunesi la Terra. Dipinto solo di bianco, sorge sul colle più alto del territorio urbano. Qui è tutto un moltiplicarsi di piani, di saliscendi, di vicoli e scalette, di aggrovigliate stradine che incrociano archi e piazzette. Sulla sua sommità si stagliano la monumentale Cattedrale e il Palazzo Vescovile.

 

Chiesa di San Biagio.

Situata sulle pendici del monte di S. Biagio con un monastero attiguo dell’XI secolo abitato dai monaci brasiliani. E’ il più antico santuario di Ostuni ed ogni anno, il 3 febbraio, gli ostunesi si recano in pellegrinaggio verso il monte per pregare il Santo.

 

 

 La guglia di Sant’Oronzo.

Esempio del barocco in Ostuni. Eretta nel 1771 a spese del popolo, è opera del maestro ostunese Giuseppe Greco. La guglia, in calcare compatto proveniente da cave di pietra gentile, è alta 20,75 metri e ha forma piramidale, ornata ai quattro lati da varie raffigurazioni e da putti. Alla sua sommità domina la statua del Santo patrono vestito dei paramenti vescovili, con la mano destra alzata in atto di benedire il popolo e la mano sinistra con il breviario. Ai quattro angoli una balaustra posta a meta altezza, e agli angoli quattro  statue che rappresentano S. Biagio, S. Agostino, S. Irene e S. Giorgio Armeno.

 

La Cattedrale.

E’ uno dei monumenti più noti della Puglia. Capolavoro dell’architettura gotico-romanica della seconda metà del XV secolo. La facciata, divisa in tre corpi, presenta altrettanti ogivali finemente scolpiti. Nelle lunette sono situate le sculture di S. Giovanni e S. Biagio. Sul portale centrale si ammira un bassorilievo della
Madonna in trono col Bambino e Angeli. La facciata è ornata anche da una rosa su ogni porta laterale e da un rosone centrale, più ampio e riccamente lavorato. L’interno della Cattedrale, suddiviso in tre navate, è di stile barocco. Nella chiesa si conservano pregevoli sculture e pitture, tra cui un dipinto di Jacopo Palma il Giovane.

 

La donna di Ostuni, la madre più antica del mondo.

E’ stata rinvenuta nell’ottobre del 1991, nel corso di ricerche archeologiche nella grotta di Santa Maria d’Agnano, dove è attualmente visibile, a circa 2 Km dal centro abitato di Ostuni. La donna di Ostuni, così ribattezzata dai paleontologi, ha vissuto la sua breve esistenza più di 24 mila anni fa. Questa eccezionale testimonianza degli unici “consanguinei” noti nel Paleolitico di tutta la storia dell’umanità, è anche la più antica madre del mondo. In base a quanto verificato
e ricostruito su questa scoperta. La donna di Ostuni aveva 20 anni quando morì in avanzato stato di gravidanza. E’ stata riportata alla luce dal prof. Donato Coppola, e il suo calco è visibile ad Ostuni nella settecentesca Chiesa di San Vito Martire, conosciuta con il nome di “Tonacelle”, attuale Museo delle Civiltà preclassiche delle Murge meridionali e presso il sito archeologico e naturalistico di Santa Maria d’Agnano.

 

Chiesa di San Giacomo in Compostela.

E’ la chiesa più antica di Ostuni, risale al 1423 e fu edificata per volere del nobile ostunese Pietro Caballerio, tornato miracolosamente da un viaggio in Spagna presso il santuario di S. Giacomo di Campostela.